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giovedì 4 gennaio 2018

RECENSIONE: NON HO TEMPO PER AMARTI - ANNA PREMOLI

Titolo: Non ho tempo per amarti

Autrice: Anna Premoli

Casa Editrice: Newton Compton

Data di pubblicazione: 4 gennaio 2018

Pagine: 252

TRAMA
Julie Morgan scrive romanzi d’amore ambientati nell’Ottocento. Di quell’epoca ama qualsiasi cosa: i vestiti lunghi, gli uomini eleganti, le storie romantiche che nascono grazie a un gioco di sguardi o al semplice sfiorarsi delle mani… L’unica cosa che salva del mondo di oggi è lo shopping online, che le permette di non mettere il naso fuori dal suo amatissimo e solitamente silenzioso appartamento. Almeno finché – proprio al piano di sopra – non arriva un misterioso inquilino: un ragazzo strano, molto giovane e vestito in un modo che a Julie fa storcere il naso. È davvero un bene che lei sia da sempre alla ricerca di un uomo d’altri tempi, perché il suo vicino, decisamente troppo moderno, potrebbe rivelarsi ben più simpatico di quanto avrebbe mai potuto sospettare…


Cosa Penso: 

La prima recensione del 2018 è quella del nuovo romanzo di Anna Premoli, “Non ho tempo per amarti”,  in uscita proprio oggi grazie a Newton Compton. Un libro che ho avuto il piacere di leggere in anteprima, è stata infatti l’ultima lettura del 2017 e devo ammettere che non potevo chiedere un modo migliore per concludere il mio anno libresco e sono certa che anche per voi sarà un modo fantastico per patire con le letture del 2018.

La storia che ci viene narrata direttamente dalla protagonista femminile è quella di Julie Morgan e Terrence Grham.
Julie ha trentasei anni è una donna fatta e finita con alle spalle una storia mal conclusa  per colpa del fidanzata fedifrago, una storia che le ha fatto perdere le speranze di incontrare un uomo come si deve perché ormai è certa che gli uomini romantici e sinceri non esistano nella realtà, ma solo nei libri. E lei che è un autrice di romanzi rosa storici ne sa qualcosa.
 L’ottocento è un periodo storico che l’affascina da morire;  le donne e i loro abiti eleganti e gli uomini cortesi che corteggiano le donne senza volgarità o finite promesse. 
A me basterebbe l’uomo più banale del mondo, purché avesse il cuore buono. Non mi serve che sia attraente, non me ne faccio niente del suo conto in banca e sarei anche pronta a sopportare una suocera ostica. Ma vorrei qualcuno per cui ne valesse la pena. Per cui io valessi la pena. E di questi tempi un uomo simile è persino più difficile da incontrare di una rock star…
Tutto ha inizio mentre Julie sta scrivendo un nuovo romanzo, proprio alla fatidica scena del primo bacio tra Lady Eleonor e il Duca, quando un baccano infernale proveniente dall’attico al piano di sopra interrompe il suo pomeriggio di scrittura.
Julie essendo una scrittrice, lavora da casa,  ha scelto il suo delizioso appartamento, con le pareti di colori pastello, dopo un attento stalkeraggio dei condomini per sincerarsi che fossero persone tranquille e non può certo convivere con un vicino rumoroso. Così stufa delle continue interruzioni, vestita con un improbabile felpone delle principesse Disney e degli unicorni ai piedi, decide di salire al piano superiore per dirne quattro al nuovo arrivato.
Il nuovo inquilino dell’attico al piano di sopra è Terrence Grham, il popolarissimo e famosissimo Terry, il frontman degli Alien Temptation un gruppo rock famoso su scala mondiale. Tutti lo conoscono tranne Julie,  che vive nel suo incantato modo ottocentesco e per questa ragione non lo riconosce e quando si trova davanti un ragazzotto tatuato che veste con magliette sbrindellate e bucate ed improbabili capelli bi-color lo tratta in maniera semplicemente normale chiedendogli di fare meno baccano.
Terrence non è più abituato a gente che lo tratta come se fosse una semplice persona e non una star. Le fan urlano, strepitano e gli svengono letteralmente davanti quando si trovano al suo cospetto e non essere riconosciuto da Julie lo intriga. E così tra di loro nasce un improbabile, ma meravigliosa, amicizia.

martedì 29 agosto 2017

RECENSIONE: UN IMPREVISTO CHIAMATO AMORE - ANNA PREMOLI

Titolo: Un Imprevisto Chiamato Amore

Autrice: Anna Premoli

Casa Editrice: Newton Compton

Data di pubblicazione: Aprile 2017

Pagine: 246

TRAMA:

Jordan ha collezionato una serie di esperienze disastrose con gli uomini. Consapevole di avere una sola caratteristica positiva dalla sua parte, ovvero una bellezza appariscente e indiscutibile, è arrivata a New York intenzionata a darsi da fare per realizzare il suo geniale piano. Il primo vero progetto della sua vita, finora disorganizzata: sposare un medico di successo. Jordan ha studiato la questione in tutte le sue possibili sfaccettature e, preoccupata per le spese da sostenere per la madre malata, si è convinta di poter essere la perfetta terza moglie di un primario benestante piuttosto avanti con gli anni. Ma nel suo piano perfetto non era previsto di svenire, il primo giorno di lavoro nella caffetteria di fronte all’ospedale, ai piedi del dottor Rory Pittman. Ancora specializzando, per niente ricco, molto esigente e tutt’altro che adatto per raggiungere il suo obiettivo…
Cosa Penso: 

Ho letto diversi libri di Anna Premoli, la maggior parte li ho adorati alcuni non mi sono piaciuti, ma l’ultimo che ho letto – “Un imprevisto chiamato amore” – l’ho trovato una lettura davvero adorabile, e vi sfido a non innamorarvi di questa storia.  
L’ho comprato qualche mese fa, in occasione dell’ultima offerta su amazon con tutti gli e-book a 0.99 centesimi e solo qualche giorno fa mi sono decisa ad iniziarlo, mi è bastato solo un capitolo per capire che questa storia scritta dalla Premoli è un gradino sopra tutte le altre che ho letto in precedenza di questa autrice, e ho capito all’istante che mi avrebbe conquistato.

Anna Premoli in “Un imprevisto chiamato amore”, tramite il pov alternato dei due protagonisti, ci racconta la storia di Jordan  Walsh e Rory Pittman.
Jordan è una cameriera bellissima, sexyssima e a quanto dice lei stupidissima. Si è appena trasferita a New York con un piano ben preciso: sposare un medico di successo sulla cinquantina e con il portafoglio bello gonfio, ancora meglio se ha almeno un paio di matrimoni falliti alle spalle. 
La parola magica è “moglie”, perché nella mia vita ho rivestito il ruolo di soggetto non meglio identificato, ragazza, fidanzata e amante di uomini con più o meno capacità. Meno che più, se vogliamo proprio essere sinceri. Ed ero stufa marcia. Marcia come la mela di Biancaneve, con cui per mia sfortuna non condivido alcun tipo di somiglianza: di principi azzurri, sempre che esistano, dalle mie parti se ne sono visti ben pochi. Prima o poi la bellezza sarebbe svanita e per allora era fondamentale  che io fossi diventata la signore meglio di un uomo molto ricco e rispettato. Anzi, di un medico molto ricco e rispettato.
Il matrimonio di interesse è la sua unica occasione per provvedere alle spese mediche di sua madre gravemente malata. Per raggiungere il suo obiettivo ha trovato lavoro nella caffetteria di fronte all’ospedale, luogo frequentato da medici di tutte le età ed è più che convinta di poterne accalappiare almeno uno. Quello che, Jordan, non si aspetta è di svenire proprio il primo giorno di lavoro ai piedi del Dottor. Rory Pittman.
Se pensate che Jordan sia davvero super fortunata, vi state sbagliando di grosso, perchè Rory è sì un medico, ma decisamente non possiede le caratteristiche che cerca Jordan in un dottore; lui è giovane e di una bellezza disarmante con capelli neri e boccolosi che gli cadono disordinatamente sulla fronte e incorniciano due splendidi occhi blu come l’oceano. Ma non è ancora un medico affermato, è un semplice specializzando con un conto in banca decisamente in rosso. Inoltre è molto esigente in fatto di donne e soprattutto non ha alcuna intenzione di sposarsi e avere al suo fianco una moglie trofeo.
È sempre stata bellissima, sia chiaro. Lo sapevo prima, lo so ora. La bellezza mi affascina. Sono umano. Ma, come ho già detto, le donne belle sono numerose e generalmente scatenano ben poche reazioni in me. Perché una persona mi colpisca deve possedere molto altro. Se fisso standard elevati per me stesso, non posso che farlo con gli altri. E non che Jordan manchi di cervello o carattere, nonostante si sminuisca di continuo, ma la mia strana e preoccupante attrazione per lei deriva da altro: è qualcosa di più istintivo, qualcosa di difficilmente definibile. Ha fatto scattare in me, dal primo secondo, un istinto di protezione che con tutti gli altri è generico. Io tengo all’umanità, tutta quanta. Ma con lei il sentimento è invece molto specifico. Voglio saperla al sicuro, voglio accertarmi che stia bene, voglio che trovi il suo posto nel mondo.