Titolo:
Venuto dal freddo
Serie:
Gravity#1
Autrice:
Sarina Bowen
Casa
Editrice: self
Data
di pubblicazione:
Pagine:
TRAMA:
Il discesista
Dane “Danger” Hollister non ha relazioni e tiene segreto il motivo di questa
scelta. A causa della maledizione ereditata da sua madre, sta per perdere
tutto: il suo posto nella squadra olimpica di sci, il suo fondo fiduciario e la
sua capacità di sciare alla massima velocità.
Willow Reade, allevatrice suo malgrado, incontra Dane a causa di un incidente, quando il suo vecchio pick-up fa andare fuori strada lo sciatore, durante una tormenta di neve. Bloccati insieme nella jeep dell’uomo, mentre scende la notte, le due persone più sole di tutto il Vermont trovano loro stessi, condividendo l’una con l’altro molto di più di quanto in realtà non vogliano. E non solo conversando.
Nessuno dei due potrà intuire come il loro improbabile incontro possa minacciare il segreto spaventoso di Dane e la pace che Willow era riuscita a ottenere, grazie alle scelte che aveva fatto. Solo la fiducia e la comprensione che ripongono l’uno nell’altra potranno porre fine al dolore, regalando loro una grande vittoria in amore.
Willow Reade, allevatrice suo malgrado, incontra Dane a causa di un incidente, quando il suo vecchio pick-up fa andare fuori strada lo sciatore, durante una tormenta di neve. Bloccati insieme nella jeep dell’uomo, mentre scende la notte, le due persone più sole di tutto il Vermont trovano loro stessi, condividendo l’una con l’altro molto di più di quanto in realtà non vogliano. E non solo conversando.
Nessuno dei due potrà intuire come il loro improbabile incontro possa minacciare il segreto spaventoso di Dane e la pace che Willow era riuscita a ottenere, grazie alle scelte che aveva fatto. Solo la fiducia e la comprensione che ripongono l’uno nell’altra potranno porre fine al dolore, regalando loro una grande vittoria in amore.
Cosa Penso:
“Venuto
dal freddo” è il primo capitolo della serie Garvity di Sarina Bowen. Se amate gli young adult sono certa che
questo nome non vi sia del tutto nuovo, infatti questa autrice è approdata in
Italia diverso tempo grazie alla DeAgostini con “Prendimi per mano” (Click sul titolo per la mia recensione).
Da
qualche giorno è uscito quello che è stato il suo romanzo di esordio, Sarina
come moltissime autrici straniere ha deciso di optare per la strada
dell’auto-pubblicazione qui da noi, e ammetto che appena ho scoperto
dell’arrivo di questo libro ero davvero ansiosa di leggerlo.
L’ho
atteso con pazienza e l’ho acquistato appena uscito e non vedevo l’ora di
terminare il libro che stavo leggendo per poterlo iniziare. Le mie aspettative erano
altissime, alimentate anche dalle recensioni trovate sul web e non vi so
descrivere con quanto entusiasmo l’ho cominciato.
Sabato
scorso ero pronta per una seratina in solitaria e casalinga in compagnia del
mio nuovo libro, i miei amici erano tutti influenzati e non potevano uscire, il
mio ragazzo era in visita parenti, quindi cosa c’è di meglio in questi casi di
una serata in totale relax?
Mi
pregustavo già una nottata di letture, dove se avessi voluto avrei potuto
leggere ad oltranza perché la domenica non avrei dovuto svegliarmi all’alba per
andare in ufficio, ma le cose non sono affatto andate come mi aspettavo.
Alle 9,30 di sabato sera
sbavavo sul cuscino del divano con il kindle spiaccicato sulla faccia. Ero
caduta in sonno profondo, non riuscendo a resistere alle palpebre che
imploravano per chiudersi durante la mia serata di lettura.
Che delusione!
Forse
per molti di voi non ci sarà nulla di strano nell’addormentarsi con un libro in
mano, conosco moltissime persone che utilizzano la lettura per conciliare il
sonno, ma per un avida lettrice come me, una che generalmente deve fare violenza su
stessa auto-minacciandosi per spegnere la luce e dormire, cadere in un sonno
profondo con un libro tra le mani è una cosa parecchio strana e accade solo
quando il libro che sto leggendo mi annoia in maniera terrificante. E non c’è un modo carino per dirlo, ma ho
trovato “Venuto dal freddo” di una
noia mortale.
Onestamente
non so spiegarvi esattamente la ragione, ho riflettuto quasi una settimana
intera prima di scrivere la mia recensione, per cercare di capire perché lo
avessi trovato tanto noioso quando altri lettori gli hanno dato un mucchio di
stelline splendenti, ma non sono riuscita a trovare una risposta. O meglio,
l’unica risposta che ho trovato è che questo
libro non mi ha emozionato.


