Titolo: Dimmi che ti ricorderai di me
Autrice: Katie McGarry
Casa editrice: Harper Collins
Data di pubblicazione: 31 maggio 2018
Pagine: 480
TRAMA
Quando Hendrix è finito in carcere per un crimine che non ha commesso, per un po' ha pensato che la sua vita fosse arrivata al capolinea. Poi è stato inserito in un ambizioso programma di riabilitazione, fiore all'occhiello del governatore del Kentucky, e si è reso conto subito che quella era la sua unica possibilità di rimettersi in riga. Ora, finalmente libero, ha tutte le intenzioni di rimboccarsi le maniche e lavorare sodo per costruirsi una vita.
Ellison, invece, ha un'esistenza privilegiata: essere figlia del governatore le apre tutte le porte, anche se a volte le aspettative paterne e le pressioni a cui è sottoposta sono dure da mandar giù. A lei piacerebbe seguire le proprie inclinazioni e andare avanti per la propria strada, ovunque porti.
Elle e Drix vivono realtà completamente diverse, eppure, quando le loro strade si incrociano, è subito chiaro a entrambi che tra loro c'è qualcosa di molto speciale. Ma è altrettanto evidente che ci sono anche parecchi problemi, perché Drix non è il tipo di ragazzo che il governatore ha in mente per la figlia, ed Elle non è il genere di ragazza che potrebbe capire la vita incasinata di Drix.
Certo, l'amore potrebbe infrangere qualunque barriera... se solo avessero il coraggio di lottare contro una società che non vuole vederli insieme.
“Dimmi che ti ricorderai di me” è solo l’ultimo romanzo di Katie McGarry arrivato in Italia grazie ad Harper Collins.
Credo di non esagerare nel dire che la McGarry è la migliore quando si tratta di scrivere romanzi per giovani adulti, i suoi libri pur essendo pensati per un pubblico giovane sono anche molto profondi e trattano tematiche per niente facili alle quali è difficile, per non dire impossibile, restare indifferenti, per me è inevitabile lasciarmi conquistare dalle sue storie ed entrare in sintonia con i suoi personaggi, stare male e soffrire con loro e sperare ardentemente che tutto vada per il meglio. E' stato sempre così!
Ancora una volta, come aveva fatto con la serie Pushing The Limits, ci narra una storia di due adolescenti che devono affrontare delle situazioni familiari complesse. Adolescenti spezzati e, soprattutto, corrotti dalle vite che sono costretti a vivere, dalle sfide quotidiane che sono costretti ad affrontare e dalla lotta estenuante che compiono per essere finalmente felici.
“Dimmi che ti ricorderai di me” è la storia di Hendrix, Drix, Pierce e Ellison, Elle, Monroe e sono proprio loro, attraverso una narrazione a pov alterni, a raccontarcela.
I due protagonisti vengono da due mondi diametralmente opposti, da un lato c’è lui; Drix che ha conosciuto solo il lato merdoso della vita, con due genitori assenti che lo hanno costretto ad arrangiarsi da solo per sopravvivere e che non gli hanno mai dato una sola speranza per un futuro radioso.
Quando finisce in riformatorio è proprio quello che la società si aspetta da un ragazzo con il suo background, tuttavia la gente non sa che il reato per cui è accusato in realtà non lo ha commesso, ma che è una vittima innocente dell’orribile sistema legale americano. La sua sola fortuna è quella di non essere stato condannato e processato come un adulto, ma di essere stato inserito nel programma Second Chance, un programma di rieducazione inventato dal Governatore del Kentucky, un piccolo spiraglio di luce in fondo ad un tunnel buio e tenebroso.
Nonostante tutto, il programma Second Chance gli è utilissimo anche se non ha commesso nessun crimine, perché gli insegna a controllare gli impulsi che lo hanno sempre guidato e lo rende una persona migliore.
Dall’altro lato c’è Elle, la figlia del governatore del
Kentucky che ha sempre vissuto una vita da privilegiata. È ricca e bellissima e apparentemente la sua vita è meravigliosa e perfetta e ha tutto ciò che una ragazza della sua età può desiderare, ma la realtà è molto diversa, perché Elle è sottoposta quotidianamente a pressioni continue da due genitori che pretendono ed esigono l’eccellenza.
Per qualche minuto mi sono
dimenticata di dover essere perfetta, ed essere semplicemente me stessa è stato
fantastico.
Un eccellenza a cui Elle non vorrebbe dover aspirare.
Lei deve solo essere sempre perfetta, mostrandosi in perfetto ordine e con i vestiti giusti, capelli della corretta sfumatura di biondo e gli occhi della corretta tonalità di blu, lei deve eccellere in tutto quello che fa. Anche se essere la figlia del governatore le da mille possibilità, che i normali ragazzi della sua età non hanno, è costantemente sottoposta alle pressioni di suo padre e sua madre e tutto quello che lei vorrebbe è essere normale.
Una diciassettenne libera di fare le sue scelte, libera di seguire le proprie inclinazioni e compiere quegli errori che danno preziosi insegnamenti. In poche parole, lei vorrebbe disperatamente vivere una vita degna di questo nome.