venerdì 15 novembre 2019

RECENSIONE: THE BURNING SHADOW - J.L. ARMENTROUT


Titolo: The burning shadow

Serie: Origin#2


Autrice: Jennifer Armentrout


Casa Editrice: Giunti 


Data di pubblicazione: ottobre 2019 


Pagine: 538


TRAMA:
Il secondo capitolo della saga "Origin", spin off della fortunatissima serie Lux, in cui la lotta tra le due razze aliene degli Arum e i Luxen ha modificato definitivamente la vita sulla Terra. Quando Evelyn ha incrociato la strada di Luc, si è trovata all?improvviso nel mondo dei Luxen - scoprendo di farne parte più di quanto sospettasse. Già, perché i Luxen non sono gli unici ad avere un passato nascosto. C?è una lacuna nella memoria di Evie, ci sono alcuni mesi della sua vita che lei non riesce a ricordare e di cui nessuno è disposto a parlarle. Ha bisogno di scoprire la verità su chi è - e chi è stata. La sua ricerca la porta sempre più vicino a Luc: è lui al centro di tutto. E mentre Evie e Luc continuano la loro ricerca per scoprire chi fossero nel passato e chi sono adesso, tutto cambierà, e non solo per loro.



Cosa Penso: 


Da grande fan della Armentrout quale sono ho acquistato questo romanzo il giorno d’uscita. Come tutte le volte quando esce un libro che attendo con impazienza; corro in libreria appena uscita da lavoro e imploro la libraia della Mondadori di aprire il pacco appena consegnato dal corriere e meno male che ormai mi conosce e spesso mi fa trovare già pronto quello che cerco.
Generalmente, poi,  quando torno a casa con una lettura molto attesa, metto tutto in stand bye e la inizio subito, ma non questa volta. Questa volta “The Burning Shadow” – secondo capitolo della serie Origin – è rimasto circa una settimana a prendere la polvere sul comodino, prima che mi decidessi a prenderlo in mano e perdermi tra le sue pagine.
Perché? In realtà, non lo so.
E devo confessare che quando l’ho iniziato ero annoiata e distaccata e non mi andava di leggerlo davvero, l’ho iniziato solo perché non riuscivo a trovare altre letture interessanti, ma questo mio atteggiamento remissivo è durato poco, perché dopo appena una decina di pagine ero totalmente immersa nella lettura.
Conquistata.
Incantata.
Intrappolata tra le pagine dell’ennesimo romanzo sugli alieni firmato Armentrout.

The Burning Shadow” inizia esattamente da dove si era interrotto “The Darkest Star” (click sul titolo per la mia recensione) e ritroviamo Evelyn Dasher che deve fare i conti con le sorprendenti verità che ha scoperto sul suo conto.
Evie non ricorda nulla del suo passato e non sa nemmeno di chi fidarsi; da un lato c’è sua madre, il Colonnello Silvya Dasher, la donna che le ha mentito per gli ultimi quattro anni e che le ha cucito addosso una nuova identità e che ancora, molto probabilmente, non è del tutto sincera con lei. Dall’altro lato c’è Luc, l’origin con gli occhi ametista con cui sente un legame profondo e particolare, ma di cui Evie non si fida fino in fondo.
Evie è confusa.
Spaventata.
Disorientata.
Sua madre continua a nasconderle verità e Luc cerca in tutti i modi di far emergere i suoi ricordi passati con degli stimoli di una dolcezza infinita, ma non è tutto così semplice, perché tutto attorno a lei accadono cose starne e sembra proprio che il suo mondo stia per cambiare radicalmente, proprio come era successo a Katie nella serie precedente, e in uno schiocco di dita la vita di Evelyn Dasher sembra trasformarsi in quella della protagonista di un rocambolesco romanzo fantasy.

Vorrei potervi davvero narrare la trama in maniera più chiara ma non lo posso fare ragazzi, perché questo romanzo è talmente ricco di colpi di scena che anche il più piccolo dettaglio sarebbe uno spoiler immenso, tutto quello che dovete sapere è che la Armentrout con un solo romanzo ha distrutto tutto le certezze che avevo sul mondo degli alieni che lei ha dipinto nella serie Lux, in circa cinquecento pagine ha smontato tutto quello che credevo di sapere e mi ha lasciato totalmente interdetta con la bocca spalancata e senza fiato.
È stata semplicemente geniale, non trovo altre parole per descriverla.
Ho  amato ogni più piccolo dettaglio di  The Burning Shadow” e so bene che lo dico ogni volta, ma dovete credermi, perché non sto affatto mentendo e non lo dico solo perché da questa autrice mi aspetto solo l’eccellenza, le mie recensioni ai suoi romanzi precedenti dimostrano che non le ho sempre dato 5 stelle, e quindi sono totalmente onesta e sincera quando dico che nessun dettaglio di questo libro mi ha fatto pensare che “The Burning Shadow” fosse una trovata commerciale per allungare il brodo e ricavare maggiore profitto, riaprendo molte questioni che erano già state ampiamente chiuse nella serie precedente. Mai, nemmeno per un istante, ho avuto la sensazione sgradevole che questo romanzo fosse forzato perché è tutto così naturale e scorrevole che sembra semplicemente perfetto.
Azione, romanticismo e attimi comici e buffi si fondo in maniera divina e regalano al lettore le sensazioni più disparate: negli attimi romantici il cuore perde numerosi battiti, nelle scene più sexy brividi caldi scorrono lungo la colonna vertebrale e negli attimi divertenti i sorrisi mi sono scappati numerosi dalle labbra. Nei momenti più intesi a livello di azione, invece,  il cuore batte forte per la paura o l’incertezza, che qualcosa possa andare storto, perché ormai questa autrice la conosciamo tutti e le bastano poche semplici frasi ben articolate per farci tremare la terra sotto i piedi.
Un'altra delle cose che ho amato è stato ritrovare tra queste pagine i protagonisti della serie Lux, in questo secondo romanzo li ritroviamo tutti; Deamon e la sua Katy, Dawson e Bethany con la loro piccola bambina e per ultimi, ma non per importanza, Dee e Archer. Per tutta la durata del romanzo attendevo, con gioia trepidante, i momenti in cui loro comparivano e ogni volta mi sentivo felice come una bambina la mattina di Natale. Inoltre, il mio povero cuore ha ceduto e perso innumerevoli battiti ogni volta che Daemon e Luc si scontravano, cercando di dimostrare chi fosse l’alieno più cazzuto. Giuro, non sapevo per chi dei due fare il tifo.

Ovviamente ho amato follemente i personaggi di questa serie; tutte le new entry, che abbiamo conosciuto in questi primi due romanzi della serie Origin, si sono guadagnati un posticino nel mio cuore e non vedo l’ora di  conoscerli meglio.
E poi ci sono loro, i due protagonisti ufficiali; Evie e Luc e anche loro, proprio come hanno fatto Daemon e Katy per primi, mi sono entrati nel cuore e ne hanno conquistato una bella fetta.
Evelyn Dasher se devo descriverla in poche parole direi che è: forte, coraggiosa e una vera combattente.
Non ricorda nulla del suo passato, le è stata cucita addosso un identità nuova di zecca che in realtà non le appartiene affatto e lei non sa chi è per davvero: è Evelyn Dasher la figlia del Colonnello Dasher oppure è Nadia Holliday, la migliore amica di Luc? Lei non lo sa, ma sta cercando disperatamente di capirlo anche se non è facile perché  tutti i suoi ricordi risalgono a soli quattro anni prima.
Evie mi ha fatto una grande tenerezza, avrei tanto voluto abbracciarla forte e ammiro la sua forza e il suo coraggio, io al suo posto mi sarei sicuramente lasciata abbattere, ma lei con una forza degna di un eroina coraggiosa non molla e cerca di scoprire tutte le verità che la riguardano.
Luc, come ho già detto poco più su, è il classico protagonista maschile armentrautiano, sexy, sfacciato, adorabilmente arrogante, insomma ha tutte quelle caratteristiche che aveva anche Deamon Black e che mi hanno fatto innamorare di lui.
Luc è un origin cazzutissimo, lo era fin da quando era un bambino di dodici anni troppo maturo e saggio per la sua età, è lo è anche ora che di anni ne ha quasi diciotto. Fa una paura reverenziale e nessuno oserebbe mai sfidarlo, nessuno tranne Evie, lei infatti è l’unica che può farlo senza rischiare la vita, ma solo lei che è il punto debole di Luc, la ragazza che protegge da sempre e quella per cui è disposto a mettere a rischio la vita di tutte le persone che ama, perché nessuno conta più di lei.
«L’ho sempre voluto, ti ho sempre voluta non ho fatto altro che aspettare, osservare, e non intendo ripetere l’esperienza.  Se ti bacio, se ti tocco, non potrà riportare le cose come stanno adesso. Non riuscirò a fingere che tu per me non sia tutto. Che sarò tuo per sempre. Che sarai mia per sempre.
Sei pronta per questo? È troppo, lo so. Non è facile stare con me. Pensi che sia tosto? Non hai ancora visto niente, Pesca. Ho bisogno d’amore, del tuo amore, come dell’aria»
Tra queste pagine ci viene data la possibilità di conoscerlo meglio, finalmente. Devo ammettere che per tutta la durata della serie Lux e un po’ anche nel primo libro della Origin, ho sempre pensato a Luc come una sorta di robot; un essere cazzuto e senza scrupoli e anche senza sentimenti, ma questa non è la realtà e solo una maschera che indossa per non mostrare le sue debolezze, perché lui dopotutto è un ragazzo di diciotto anni, che ha un disperato bisogno d’amore, che soffre quando perde qualcuno che ama e che ha un delizioso cuore d’oro che batte forte nel petto.
E tra queste pagine Luc ci mostra tutto questo e molto di più nei suoi dialoghi con Evie, in queste occasioni speciali lui apre una porta nel suo cuore che ci conduce dritti alla sua anima ed è impossibile non innamorarsi di lui all’istante.
Purtroppo possiamo conoscerlo solo tramite gli occhi della protagonista femminile, ma spero davvero che negli altri romanzi ci venga data la possibilità di conoscerlo meglio, magari tramite piccole parti narrate anche tramite il suo pov.

Questa recensione sta diventando davvero una delle più lunghe mai scritte qui sul blog ed è proprio il caso di fermarsi o finirei per annoiarvi mortalmente.
Concludo, quindi, questo mio interminabile pensiero ribadendo per la millesima volta che ho amato questo libro, perché  The Burning Shadowè uno di quei romanzi che tengono incollati alle pagine e costantemente sul filo del rasoio, uno di quei libri che fanno pompare l’adrenalina nelle vene e che non vorreste finire mai, perché le sensazioni che fa provare sono bellissime, ma purtroppo questo libro finisce e il finale è, ovviamente, un cliffangher da urlo che fa perdere la sanità mentale, soprattutto se consideriamo che la cara Jenny non ha ancora scritto il terzo e io ho una gran voglia di piangere!!!
Il mio voto:




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