mercoledì 24 settembre 2014

TUTTA COLPA DEL MARE (ANCHE UN PO' DEL MOJITO) - CHIARA PARENTI

La recensione di "Tutta colpa del mare" è presente anche sul mio profilo amazon


Titolo: Tutta colpa del mare - anche un pò del        mojito

Autrice: Chiara Parenti

Casa Editrice: Rizzoli – You feel

Anno di pubblicazione: 2014

Pagine: e-Book (Click Qui per acquistarlo)

Trama:


Lettura consigliata agli astemi – perché cambino idea!

La vita di Maia Marini procede a vele spiegate verso la felicità: un fidanzato appartenente a una prestigiosa famiglia, un lavoro presso una delle più rinomate agenzie di comunicazione di Milano, tre amiche splendide con cui trascorrere il weekend per festeggiare l’addio al nubilato di Diana, la futura cognata! Peccato che la meta prescelta sia la Versilia, dove Maia ha passato le vacanze fino all’estate dei 16 anni. Ritornare nei luoghi in cui ha lasciato il cuore e rivedere Marco, il primo amore, la manda in tilt. Così decide che qualche mojito non potrà farle male… e anzi l’aiuterà. Il mattino dopo, però, Maia non ricorda niente. Non ha idea di cosa abbia combinato durante quel folle venerdì notte. In compenso, però, lo sanno i suoi 768 amici di Facebook. Cercando di ricucire una situazione compromettente e compromessa in ogni settore della sua vita, Maia si troverà a porsi una domanda fondamentale: e se invece che la fine di tutto, fosse solo un nuovo inizio? Perché se è vero che l'alcol fa fare pazzie, è altrettanto vero che a volte aiuta a fare la cosa giusta!

Cosa Penso:

“Tutta colpa del mare – anche un po’ del mojito” è un breve romanzo edito da Rizzoli per la collana You feel scritto dall’italianissima Chiara Parenti.
Ho scoperto questo romanzo per puro caso navigando su amazon in cerca di qualcosa da leggere sotto l’ombrellone, e attratta dalla trama, dalle recensioni positive e dal prezzo basso dell’e-book l’ho comprato al volo.
Iniziato e terminato nell’arco di un paio d’ore “Tutta colpa del mare – anche un po’ del mojito” è stata una piacevolissima compagnia, una lettura davvero  divertente e spassosa che mi ha fatto morire dalle risate.

 Avete presente il primo amore? E il detto “il primo amore non si scorda mai”?
Ecco, “Tutta colpa del mare - e anche un po’ del mojito” ci racconta proprio la storia di un primo amore, quello vero, con l’A maiuscola. Quell’amore che anche dopo tanti anni, anni passati separati, rimane sempre li sepolto nel nostro cuore per poi tornare fuori  all’improvviso scombussolandoci prepotentemente e completamente la vita.
Questo è quello che è successo a Maia Marini.
Maia Marini è una ragazza alla soglia dei trenta che pare avere tutto dalla vita: Lapo un ricco e noioso fidanzato proveniente da una ricca famiglia, un lavoro presso una delle più famose agenzie di comunicazione di Milano, tre migliori amiche con cui passare il week end per festeggiare l’addio al nubilato di Diana – migliore amica e futura cognata.
Tutto va a gonfie vele per Maia, a mandarla completamente in tilt è il luogo in cui si svolge la festa di addio al nubilato di Diana. La Versilia.

In Versilia, Mara ha passatogli anni più belli della sua vita. Tutte le sue estati fino ai diciassette anni le ha passate su quelle spiagge. Li ha lasciato non solo in suo cuore, ma anche degli amici e il suo primo amore: Marco.

Marco e Maia – Tonno e Apetta come erano soliti chiamarsi nei momenti più teneri. Si sono conosciuti parecchi anni prima sulle spiagge della Versilia, sono diventati prima amici e poi si sono innamorati perdutamente l’uno dell’altra. Le loro strade si sono poi separate e per anni non si sono mai più ricongiunte fino all’addio al nubilato di Diana, dove complice un bicchiere di mojito… pardon, parecchi bicchieri di mojito le strade di Apetta e Tonno entrano in rotta di collisione. Mandando letteralmente in tilt Maia e la sua vita.
«Apetta, so che tutti dicono che ci conosciamo da troppo poco tempo per esserci davvero innamorati, che siamo troppo giovani anche per sapere cos’è l’amor,
che questa è solo la storia di un estate,
e tutto il resto… ma io non ci credo.
Perché io credo solo al battito folle del mio cuore ogni volta che ti vedo,
 alla musica troppo giusta che sento ogni volta che ti bacio – non pop-melodico, eh, rock puro!»
si sentì in dovere di precisare.
«E… wow! A tutta la forza del mare che mi scorre dentro
mentre faccio l’amore con te.»
 Con le mani che gli tremavano estrasse un piccolo anello d’argento dalla bustina e lo infilo alla mia mano tremante, proprio come la sua.
 In quel momento era la cosa più bella che avessi mai visto. Wow!
«Ti amo, Apetta.» 
«Ti amo, Tonno.»

La mattina dopo l’addio al nubilato, Maia si sveglia, con i postumi di una sbronza colossale, al fianco di Marco, la casa completamente distrutta e alcun ricordo di quello che è accaduto la notte precendente.

"Ciò che mi ha più colpito in tutta questa storia non sono tanto le foto in sé, ma le notifiche e i commenti dei miei amici alle immagini.A parte "Belle tette" e "Il tuo culo parla!", ci sono dei post che mi hanno mosso qualcosa dentro, tipo: "Ma quindi sei umana anche tu! Non ne ero troppo sicura fino a oggi..." o "Cyborg-Maia si è finalmente scatenata! Grandiosa!".E il peggiore. "Ma allora sei viva!"Sì, sono viva. E nessuno dei miei amici di Milano, a quanto pare, se n'era accorto fino a oggi. L'aspetto più grave, però, è che forse nemmeno io me n'ero accorta."

Mentre cerca di rimettere a posto il caos causato da una serata a base di mojito, Maia cerca di capire se ha realmente mandato all’aria la sua vita e la sua felicità o se invece tutto quello che è accaduto rappresenta un nuovo inizio.


Con una prosa scorrevole e incalzante, dove l’autrice intreccia alla perfezione il folle  presente della protagonista – alle prese con una suocera ingombrante e un fidanzato fissato con l’alimentazione – e il passato – in cui rievoca il dolce ricordo dell’estate dei suoi diciassette anni  e del suo primo amore, Chiara Parenti ci racconta una storia frizzante, fresca e assolutamente divertente.
“Tutta colpa del mare – anche un po’ del mojito” è un romanzo che si legge tutto d’un fiato, capace di strappare al lettore sonore risate, ma è anche un romanzo capace di far palpitare il cuore di noi lettrici romantiche tramite la dolcissima storia di un primo amore che non si scorda mai.

Do a questo romanzo 4 stelline – non perché non se ne meriti cinque,  ma solo perché avrei preferito vedere un maggior approfondimento dei personaggi secondari. I personaggi secondari sono molto numerosi: i componenti della band di Marco, le amiche di Maia, Lapo – tutti questi personaggi, rimangono sullo sfondo e sarebbe stato bello sapere qualcosa di più su di loro. 

Il mio voto:

NON CERCARMI MAI PIù - EMMA CHASE



Titolo: Non cercarmi mai più

Serie: Tangled Trilogy #1


Autrice: Emma Chase


Casa Editrice: Newton Compton



Anno di pubblicazione: 2013

Pagine: 283

Trama:

Drew Evans è bello e arrogante, fa affari multimilionari nella società di famiglia e seduce le donne più belle di New York con un semplice sorriso. Allora perché è stato per sette giorni con le imposte chiuse nel suo appartamento, triste e depresso? Lui risponderebbe per via dell’influenza. Ma noi sappiamo per certo che non è proprio la verità.
Katherine Brooks è brillante, bella e ambiziosa. Quando Kate viene assunta come nuova associata presso l’impresa di investimento bancario del padre di Drew, il focoso playboy entra in tilt. La competizione professionale che si stabilisce tra i due mette in crisi Drew, l’attrazione per lei è fonte di distrazione e soprattutto portarsela a letto sembra una missione impossibile.
Non cercarmi mai più è il racconto privato, scandaloso e spiritosissimo di un casanova impenitente. Ma, mentre racconta la sua storia, Drew capisce finalmente che l’unica cosa che non aveva mai voluto nella vita, è l’unica di cui adesso non può più fare a meno.

Cosa Penso:

Domani, 25 settembre, arriverà nelle nostre librerie l’attesissimo terzo volume della “Tangled series”, per ingannare l’attesa ho deciso di condividere con voi la mia recensione del primo volume di questa esilarante serie.
Sto parlando di “Non cercarmi mai più” primo romanzo molto, molto hot di Emma Chase.

Per la prima volta in questo genere di romanzi abbiamo il piacere di leggere la storia raccontata dal punto di vista del protagonista maschile; Drew Evans.
Drew protagonista e voce narrante della storia mi ha conquistata fin dalla primissima pagina. Si rivolge in modo diretto al lettore, con un modo di fare ironico, frizzante e divertentissimo è impossibile non farsi trascinare dal suo racconto e ridere alle sue continue battute sagaci.

Drew è il classico ragazzo quasi trentenne che proviene da una famiglia agiata, viziato dalla mamma e dalla sorella maggiore è arrogante e presuntuoso, abituato ad avere tutto quello che vuole dalla vita. Lavora nella società di famiglia assieme ai suoi migliori amici e soci d’affari, nel suo lavoro è uno dei migliori e fa soldi a palate.
Trascorre i suoi sabati sera nei locali di New York con i suoi amici, dove mette in pratica la sottile arte della seduzione.
Seduce donne bellissime che generalmente scarica dopo essersi rotolato con loro tra le lenzuola. Drew è il classico Casanova; seduce le donne con un semplice sorriso comunemente noto come “strappa-mutande” e un rapido scambio di battute e prontamente vengono scaricate non appena si è svuotato la palle (scusate il francesismo).
Non appena Drew si presenta capiamo subito che è un adorabile canaglia. Il classico tipo d’uomo da cui una donna dovrebbe scappare a gambe levate ed evitare come un brutto male, ma dal quale ci si sente inevitabilmente attratte. Un uomo come Drew emana sesso e ribellione da ogni poro – e per le donne è un impresa impossibile resistergli.

All’inizio del libro ci viene presentata la versione malata di Drew Evans. Ma l’influenza di Drew è un influenza leggermente atipica, anche se il suo atteggiamento è quello del tipico uomo malato. Non esce dal suo attico da una settimana e vive in uno stato comatoso sul suo adorato divano, annusando un cuscino che profuma di fiori zuccherati e mangiando ogni genere di porcheria. La sua casa generalmente pulita e maniacalmente ordinata è un vero casino. Sarà quella che lui chiama affettuosamente “La Stronza” (sua sorella Alexandra) a guarirlo dalla sua influenza d’amore. Malattia assai rara e terribilmente invalidante per i tipi alla Drew Evans – quelli che generalmente spezzano i cuori e non se li fanno mai spezzare.

Drew è altamente soddisfatto della sua vita pre-influenza. Il lavoro gli da un sacco di soddisfazioni, e anche le donne con cui ha il piacere di passare il sabato notte lo soddisfano pienamente. Drew è un uomo soddisfatto e completamente appagato dai piaceri della vita, ma tutte le sue certezze e soddisfazioni crollano durante un sabato sera, quando in un locale si imbatte in un affascinante brunetta tutte curve e occhioni scuri; Katherine Brooks.
Kate è brillante, bella e ambiziosa e non cede alle sue lusinghe – e questa è un assoluta novità. E quando il lunedì successivo scopre che il padre l’ha assunta come nuovo associato nella sua impresa Drew va completamente in tilt. Sì, perché Drew Evans è un uomo con sani  principi: niente sesso sul luogo di lavoro. Regola che non deve essere mai infranta. Mai.

«Ho delle regole, un codice, diciamo. La prima è di non infilarlo dove capita in ufficio. Non sputo nel piatto in cui mangio, non scopo dove lavoro.»
La forte attrazione che prova per lei è una distrazione sul lavoro e concludere qualcosa con lei sembra una missione impossibile, anche perché Kate è super-fidanzata, da dieci anni, con Billy Sfigato Warren
Kate Brook è uno di quei personaggi femminili tosti, scordiamoci le varie Anastasia Steele che rappresentano la donna sottomessa all’uomo senza un briciolo di personalità. 
Kate è una tosta. Kate è una che sa mettere Drew al suo posto e tenerlo sulle spine. 
Kate è una donna dalla risposta sempre pronta. E con il suo modo di fare frizzante e intelligente riesce a far capitolare ai suoi piedi il bel casanova.
«Ora ho capito perché Noah ha messo insieme quello studio per Allie. Non perché era una femminuccia, ma perché non aveva altra scelta. Lei era tutto per lui, e non avrebbe mai trovato un’altra. Quindi non gli restava che preparare quella stanza e pregare Dio che un giorno lei tornasse per usarla. E questo riassume più o meno quello che provo quando penso a te. Quindi ho fatto questo», con la mano indico la stanza, «perché ti voglio nella mia vita, Kate. Sempre».Mi guarda, e i suoi occhi luccicano pieni di lacrime.«Voglio che tu venga a vivere con me. Voglio addormentarmi con i tuoi capelli in faccia ogni sera, e svegliarmi abbracciato a te al mattino; trascorrere i fine settimana senza vestiti. Voglio litigare e fare pace col sesso». Queste ultime parole la fanno ridere, e una lacrima le scivola lungo la guancia.«Voglio parlare con te finché non sorge il sole, e portarti i cereali a letto di domenica mattina. Voglio lavorare per ore e ore in questo ufficio, ma solo se tu sarai qui con me».La sua voce è un lieve sussurro. «Come una collaborazione? Cinquanta e cinquanta?». Scuoto la testa. «No. Non cinquanta e cinquanta. Non avrai solo la metà di me. Avrai tutto me stesso, al cento percento».
“Non cercarmi mai più” rappresenta un assoluta novità per gli amanti del genere hot. Una novità assolutamente ben riuscita. Ho adorato ogni singola pagina di questo libro e in alcuni occasioni ho riso fino alle lacrime. Sì, perché Drew Evans è davvero uno spasso! È  esilarante il modo in cui l’autrice tramite le parole di Drew Evans – che rappresenta l’uomo medio con tutti cliché del caso- ci catapulta nella mente maschile.
Emma Chase ci mostra un interessante lettura della psicologia maschile, e probabilmente noi donne con un briciolo di neuroni dovremmo scappare a gambe levati davanti  a così tanta superficialità, ma è assolutamente impossibile perché Drew è adorabile e ti conquista pagina dopo pagina facendo letteralmente capitolare noi lettrici. 
Consiglio questo romanzo a tutti gli amanti del genere erotico che hanno voglia di una lettura nuova e fresca. 

Il mio voto:










martedì 23 settembre 2014

OBSIDIAN - J. L. ARMENTROUT


Titolo: Obsidian

Serie: Lux Saga #1


Autrice: J. L . Armentrout



Editore: Giunti Editori

Anno di pubblicazione: 2013

Pagine: 336

Trama:

Kathy è una blogger diciassettenne con un grande senso dell’umorismo, si è appena trasferita in un paesino soporifero del West Virginia, rassegnandosi a una noiosa vita di provincia, noiosa finché non incrocia gli occhi verdissimi e il fisico da urlo del suo giovane vicino di casa. Daemon Black è la quintessenza della perfezione. Poi quell'incredibile visione apre bocca: arrogante, insopportabile, testardo e antipatico. Fra i due è odio a prima vista. Ma mentre subiscono un'inspiegabile aggressione, Daemon difende Kathy bloccando il tempo con un flusso sprigionato dalle sue mani. Sì, il ragazzo della porta accanto è un alieno. Un alieno bellissimo invischiato in una faida galattica, e ora anche Kathy, senza volerlo, c'è dentro fino al collo. Salvandola, l'ha marchiata con un'aura di energia riconoscibile dai nemici che li hanno aggrediti per rubare i poteri di Daemon. L'unico modo per attenuare questo pericoloso marchio è che Kathy stia più vicina possibile a Daemon. Sempre che lei non lo uccida prima...

Cosa Penso: 




 “Obsidian” è primo libro della saga “Lux” paranormal romance per young adult approdato in Italia il giugno dello scorso anno.
Premetto che io non sono un amante dei paranormal, e soprattutto non amo gli alieni (e come la protagonista me li sono sempre immaginata come degli omini verdi e orrendi… niente a che vedere con Daemon Black…), ma amo il romance in tutte le sue forme e avendo letto delle recensioni molto positive di questo libro non ho potuto fare a meno di leggerlo. E non ho sbagliato, perché è stata una lettura piacevolissima che mi ha letteralmente tenuta incatenata alle pagine.

 La protagonista e voce narrante della storia è Katy  una Book-blogger di diciassette anni, che dopo la morte del padre si trasferisce con la madre dalla Florida al West Virginia, rassegnandosi ad una noiosissima vita di provincia.
Vita noiosissima sinché non bussa alla porta dei suoi nuovi vicina di casa per chiede indicazioni per il supermercato. I suoi vicini sono i gemelli Black; Daemon  e Dee.
Daemon è la quinta essenza della perfezione; muscoloso setosi capelli castani occhi di un verde smeraldo intenso  e meravigliose fossette che mostra ad ogni sorriso. Sarebbe perfetto se non fosse testardo, arrogante e antipatico. Insomma un vero stronzo.  Tra i due è odio a prima vista.
Dee anche lei stupenda, con capelli castani e boccolosi e profondi occhi verdi – che sono il tratto distintivo dei Black,  diventa immediatamente la migliore amica di Katy.
Dal momento in cui Katy bussa alla porta dei gemelli Black la sua vita cambia radicalmente, si trova catapultata in un mondo che fa invidia ai romanzi paranormal che ama tanto leggere. La tranquilla cittadina del West Virginia in cui si è trasferita con la madre, è un posto strano e misterioso dove le aggressioni sono all’ordine del giorno, e dove gli esseri che la abitano di umano hanno ben poco… solo le sembianze.
“Con gli occhi di tutti ancora puntati addosso, si sporse ancora di più sul banco e mi disse: «Indovina?». 
«Cosa?» 
«Ho dato un’occhiata al tuo blog.» 
Oh – Madre – Santissima. L’aveva cercato? E, cosa ancora più incredibile, l’aveva trovato!? Era googleabile? Che figata pazzescaaa!
«Cos’è, adesso ti metti a spiarmi?» 
«Nei tuoi sogni, Kitty.» Poi sorrise, compiaciuto. «Ah, dimenticavo, di quelli sono già il protagonista.» 
«Incubi, Daemon, incubi.» Lui mi sorrise e stavo quasi per ricambiare, quando fortunatamente il professore iniziò a fare l’appello spezzando la magia. Mi girai, sospirando. Daemon ridacchiò.”

Ammetto sinceramente che la storia narrata in questo romanzo non è particolarmente originale, ricalca l’ormai noto cliché alla Twilightbella ragazza che non si sente particolarmente attraente+essere sovrannaturale superfigo (in questo caso alieno)= grande storia d’amore – ma nonostante in “Obsidian” non ci venga raccontato nulla di nuovo lo stile della Armentrout affascina e incanta fino colpire il lettore e riesce a tenerlo incatenato alle pagine fino alla fine.  
Gli ingredienti che incatenano alle pagine sono una protagonista femminile tosta e divertente e un protagonista maschile incredibilmente attraente e terribilmente stronzo capace di far cadere ai suoi piedi stuoli di ragazze. 
 Le sue mani mi scivolarono lungo i fianchi. «Scommetto che pensi a me tutto il tempo.»
«Tu sei matto.» Mi appiattii contro il muro, trattenendo il fiato.
«E mi sogni anche.» Daemon abbassò lo sguardo sulle mie labbra che come per magia si socchiusero. «Scommetto che scrivi il mio nome sui quaderni, con i cuoricini intorno.»Ridacchiai. «Ti piacerebbe, povero illuso. Ma sappi che io con te non…»E mi baciò.
La Armentrout si è confermata un autrice eccezionale, capace di dare spessore e originalità a storie all’apparenza banali. La prosa è scorrevole e incalzante ed è impossibile non farsi trasportare dal racconto.
I dialoghi tra i personaggi sono brillanti, e spesso volentieri mi hanno strappato un sorriso o una risata. I personaggi sono tutte ben caratterizzati ed è impossibile non affezionarsi  e adorare ciascuno di loro.
Dee è un vero vulcano in eruzione. Ho trovato adorabile il modo in cui è diventata amica di Katy.
Deamon è il classico bad boy ( e io ho un debole per i Bad boy. Oltre ad essere bellissimo e consapevole della sua bellezza e anche arrogante e presuntuoso. Si dimostra da subito odioso con Kitty (modo in cui è solito soprannominare Katy per farla infuriare.) ma è chiaro fin da subito che nutre una forte attrazione per lei.
Katy è adorabile. Impossibile non affezionarsi a lei fin dalle primissime pagine. E il continuo scambio di battutine pungenti tra lei e Deamon è intrigante e divertentissimo. Kat è un tipino tosto che non si lascia mettere i piedi  in testa da nessuna soprattutto da un alieno arrogante come Deamon, e riesce a metterlo al suo posto con risposte degne di una lingua biforcuta.

«Senti, volevo solo delle indicazioni. Ma evidentemente devo aver scelto il momento sbagliato.» Lo vidi sollevare un angolo della bocca. «È sempre il momento sbagliato, piccola.»«Piccola?» ripetei, sgranando gli occhi. Di nuovo quel sopracciglio alzato. Stavo cominciando a innervosirmi sul serio. «Non sono piccola. Ho diciassette anni.»«Ah, è così?» disse lui divertito. «Io te ne avrei dati dodici. No. Forse tredici, mia sorella ha una bambola di là che mi ricorda proprio te. Tutta occhi, con la faccia da tonta.» Gli ricordavo una bambola? Una bambola tonta? Un gran calore mi si formò in petto invadendomi la gola. «Però. Carino. Mi spiace di averti disturbato. Non succederà più. Puoi contarci.» Mi voltai per andarmene prima di cedere alla voglia di tirargli un pugno in faccia. O mettermi a piangere.«Ehi» disse lui. Mi fermai all’ultimo scalino senza voltarmi, però, perché non volevo che vedesse quant’ero sconvolta. «Cosa?»  «Prendi la Statale 2, poi gira all’altezza della 220 nord, non sud. È la strada che porta a Petersburg.» Poi emise un sospiro come se mi stesse facendo un enorme favore. «Foodland è proprio in centro. Non si può non vederlo. Be’, tu non lo so… Comunque, c’è una ferramenta accanto, mi pare. Dovrebbero avere anche roba da giardino.»«Grazie» mormorai e sottovoce aggiunsi «coglione». Lui scoppiò a ridere di gusto. «Questa non me l’aspettavo da una signorina come te, Kittycat.» Mi girai di scatto. «Non chiamarmi mai più così» sbottai.
«Meglio che sentirsi dare del coglione, no?» E si allontanò dalla porta. «È stato proprio un incontro interessante. Ne serberò a lungo il ricordo.» Okay. Basta così. «Sai una cosa? Hai ragione. Non sei un coglione.» Sorrisi educatamente. «Sei proprio una testa di cazzo.»«Testa di cazzo» ripeté lui. «Affascinante.» Sollevai il dito medio. Lui rise di nuovo e chinò un po’ la testa. Una cascata di boccoli gli ricadde sulla fronte oscurando per un attimo il verde dei suoi occhi.
«Che eleganza, Kitty. Chissà quante parole dolci e gesti simpatici avresti in serbo per me, ma purtroppo non sono interessato.» Non aveva idea di quante ancora gliene avrei potute dire e fare, ma decisi di tenermi stretta lamia dignità e me ne andai senza dargli la soddisfazione di vedere quanto fossi incazzata.
Romanzo consigliatissimo. 
Il mio voto:







SHADOWHUNTERS CITTA' DI OSSA - C. CLARE


Titolo: Shadowhunters - Città di cenere

Serie: The Mortal Instruments #1


Autrice: Cassandra Clare


Casa Editrice: Mondadori - Chrysalide


Anno di pubblicazione: 2007


pagine: 525


Trama:



Al Pandemonium Club di New York si fanno strani incontri. Seguendo un affascinante ragazzo dai capelli blu nel magazzino del locale, Clary vede tre guerrieri coperti di rune tatuate circondarlo e trafiggerlo con una spada di cristallo. Vorrebbe chiamare aiuto, ma non rimane nessun cadavere, nessuna goccia del sangue nero esploso sull'elsa e soprattutto nessuno da accusare, perché i guerrieri sono Shadowhunters, cacciatori di demoni, e nessun altro, tranne Clary, può vederli. Da quella notte il suo destino si lega sempre più a quello dei giovani Cacciatori, soprattutto a quello del magnetico Jace: poteri che non aveva mai avuto e ricordi sepolti nella sua memoria cominciano a riaffiorare come se qualcuno avesse voluto tenerglieli nascosti fino ad allora. Clary desidera solo ritrovare la madre misteriosamente scomparsa, ma sarà coinvolta in una feroce lotta per la conquista della Coppa Mortale, una lotta che la riguarda molto più di quanto creda...

Cosa Penso:


«E voi Cacciatori cosa siete?»
«A volte ci chiamano Nephilim» disse Hodge. «Nella Bibbia erano il frutto dell'unione di angeli ed esseri umani. Secondo la leggenda, gli Shadowhunters furono creati più di mille anni fa, quando gli umani stavano per essere distrutti dalle invasioni di demoni provenienti da altri mondi. Uno stregone evocò l'angelo Raziel, che mescolò in una ciotola un po' del proprio sangue con del sangue umano e lo diede da bere agli uomini. Coloro che bevvero il sangue dell'Angelo divennero Cacciatori, e così i loro figli e i figli dei loro figli. La ciotola da allora fu conosciuta come la Coppa Mortale. Anche se forse la leggenda non è del tutto vera, ciò che è vero è che nel corso degli anni, quando le fila dei Cacciatori si assottigliavano, era possibile crearne di nuovi usando la Coppa.»

Oggi voglio iniziare a parlarvi del primo volume di una saga di romanzi Urban fantasy che ha un posto speciale nel mio cuore. E’ una saga che seguo da parecchio tempo e alla quale tengo moltissimo. Prima di tutto perché è quella che mi ha fatto appassionare al genere e poi perché l’autrice  la ritengo una delle migliori scrittrici di Urban Fantasy degli ultimi tempi.
Sto parlando di Cassandra Clare e della sua prima saga, in inglese, “The Mortal Instruments” – da noi Italia, semplicemente “Shadowhunters”.

Per chi ancora  non lo sapesse le saghe di  Shadowhunters sono parecchie; due sono già state scritte e terminate e completate in Italia e queste sono: “The mortal instrument” la saga principale formata da sei volumi (Città di ossa, Città di cenere, Città di vetro, Città degli angeli caduti, Città delle anime perdute, Città del fuoco celeste) e una trilogia ambientata in una Londra del 1700 -  in lingua originale il titolo è “The Infernal Device” in italiano semplicemente “Le origini” formata da tre volumi (l’angelo, Il principe, La principessa).
In oltre in fase di stesura ci sono altre tre trilogie che dovrebbero arrivare in Italia a partire dal 2015. La prima che dovrebbe arrivare negli scaffali delle nostre librerie la primavera/estate prossima è “The Dark Artifices” con il primo romanzo “La signora di mezzanotte” ma di questa ve ne parlerò più avanti.  

Il primo libro è  “Shadowhunters Città di ossa”.  
Mi sono avvicinata alla saga per puro caso. Questo romanzo mi era stato regalato per il compleanno da amici di famiglia – e per mesi è stato appoggiato sul comodino in attesa di essere letto.
Prima di conoscere Cassandra Clare e la sua penna magica non ero un amante di questo genere – ma poi in  una piovosa domenica di pioggia, per noia, ho iniziato a sfogliare le prime pagine, e li è nato l’amore. Un amore che nell’arco di poco tempo si è trasformato in vera e propria ossessione nei confronti di questi umani con sangue angelico, e per la favolosa Cassandra Clare che è capace di incantare e incatenare il lettore con le sue storie. E non sono più riuscita a fare meno di leggere e rileggere i suoi romanzi. Anche ora che non sono più propriamente una ragazzina attendo le sue uscite con ansia e trepidazione.  

 Clary ha quindici anni e per tutta la vita ha vissuto come una normalissima ragazza della sua età.  Non sa che sua madre per proteggerla  le ha mentito su tutto, le ha mentito sulla vera identità di suo padre, le ha mentito su quello che era lei da giovane, le ha mentito su quello che Clary avrebbe dovuto diventare. E per farlo si è servita dell’aiuto del Sommo Stregone di Brooklyn, Mgnus Bane (Uno dei personaggi che ho più amato. Occhi da gatto e coperto di glitter. È impossibile non amarlo fin dalla sua primissima comparsa).
La vita di Clary cambia radicalmente quando una sera va al Pandemonium – un locale di New York - con Simon, il suo migliore amico. Qui viene attratta da un ragazzo affascinantissimo con i capelli blu. È tanto affascinata che decide di seguirlo nel magazzino, dove tre guerrieri armati di spade scintillanti e i corpi coperti di rune tatuate lo uccidono brutalmente. Clary vorrebbe chiamare aiuto, ma non rimane nessuna traccia di sangue, nessun corpo che possa dimostrare quanto accaduto, e i tre ragazzi sono invisibili agli occhi di tutti tranne ai suoi. Questo perché i tre ragazzi: Jace,  Isabel e Alec sono Shadowhunters, cacciatori di demoni – umani con sangue angelico e poteri eccezionali per proteggere il mondo degli umani dai demoni provenienti da altre dimensioni, e Clary è l’unica mondana a riuscire a vederli… 

«Come facevi a sapere che ho del sangue di Shadowhunters? C’era un modo per esserne sicuro?» L’ascensore arrivò con un ultimo brontolio. Jace aprì la grata. L’interno, tutto metallo nero e decorazioni dorate, ricordò a Clary una gabbia per uccelli. «Ci ho provato» ammise lui chiudendosi la porta alle spalle. «Mi sembrava la spiegazione più plausibile.» «Ci hai provato? Dovevi esserne abbastanza sicuro, considerato che avresti potuto uccidermi.» Lui premette un pulsante sulla parete e l’ascensore si mise in azione con un sobbalzo e un grugnito vibrante che Clary si sentì nelle ossa dei piedi. «Ero sicuro al novanta per cento.» «Capisco» disse Clary.C’era qualcosa di strano nella sua voce, perché Jace si voltò a guardarla. La mano di Clary lo colpì al volto con uno schiaffo che lo fece sobbalzare. Lui si portò una mano alla guancia, più per la sorpresa che per il dolore.«Perché diavolo l’hai fatto?» «Per l’altro dieci per cento»
Dopo quella sera la vita di Clary subisce una profonda trasformazione.
Viene a conoscenza di un mondo fatto di demoni da distruggere, e di Nascosti: vampiri e licantropi e fate che popolano le strade di New York, e di una città segreta ai “mondani” da dove vengono i cacciatori di demoni, Alicante. È li che Clary avrebbe dovuto nascere e crescere, se sua madre non fosse scappata per ricostruirsi una nuova identità e allontanare sua figlia da un mondo di violenze e lotte contro forze sovrannaturali.
Il destino e la vita di Clary si intrecciano sempre di più a quelle dei cacciatori, soprattutto a Jace, cacciatore coraggioso e spavaldo - con il quale instaura da subito un rapporto speciale.
Lui e Clary uniti da una profonda attrazione l’uno nei confronti dell’altra, devono  affrontare diverse missioni, prima fra tutte salvare la madre di Clary rapita dalle forze oscure, ma questo li coinvolge in un'altra pericolosa missione; la lotta per la conquista della Coppa Mortale. Una lotta che porterà alla luce diverse verità che sconvolgono le vite non solo dei due ragazzi, ma anche quelle di tutti gli Shadowhunter.


 “…Clary scattò velocemente indietro per evitare di calpestarlo e le sue spalle andarono a sbattere contro quelle di lui... Jace allungò una mano per sorreggerla proprio mentre lei si voltava per scusarsi e in qualche modo Clary si ritrovò nel cerchio delle sue braccia e lui la baciò.All'inizio fu quasi come se non avesse voluto farlo: la sua bocca era rigida contro quella di lei. Poi le mise tutte e due le braccia attorno e la tirò contro di sé. Le sue labbra si ammorbidirono. Clary sentì il battito rapido del suo cuore, assaggiò la dolcezza delle mele ancora nella sua bocca. Infilò le mani nei capelli di Jace come aveva desiderato fare dalla prima volta che lo aveva visto. Li arricciò attorno alle dita, serici e sottili. Il suo cuore martellava e si sentiva un rombo nelle orecchie, come un battito d'ali...
Jace si staccò da lei con un'esclamazione soffocata, anche se non smise di tenerla abbracciata.”

Incalzante e scorrevole “Shadowhunters: Città di ossa” è uno di quei romanzi che ti prende per mano e ti conduce in un mondo fantastico fatto di Shadowhunters, vampiri, licantropi, fate e demoni ed esilaranti stregoni con occhi da gatto. In un mondo ricco di avventure e colpi di scena che lasciano il lettore con il fiato sospeso… per chi non lo sapesse ancora, la Clare è una maestra in questo. Cassie è bravissima nel lasciare il lettore senza fiato e calamitare la sua attenzione, il finale è in sospeso e il lettore sente la fortissima necessità di avere subito il seguito tra le mani… per chi si appresta a leggere la saga solo ora questo non è un problema siccome sono già stati pubblicati tutti i romanzi.
I luoghi e i personaggi sono tutti ben caratterizzati, durante la lettura ti sembra proprio di essere li insieme a loro e seguirli nelle loro avventure, vivere le stesse emozioni, le stesse avventure, sentire gli stessi profumi.

Ho adorato i personaggi, è impossibili non affezionarsi ad ognuno di  loro.
Clary ragazza di 15 anni, alta poco più di un metro e cinquanta con boccolosi capelli rossi e grossi occhi verdi. L’ho trovata adorabile. Sveglia e grintosa accetta tutto quello che le accade con una forza sconvolgente per una ragazza della sua età. Una ragazza alla quale dal giorno alla notte viene scombussolata completamente la vita. È proprio una tosta.
Mi è piaciuto particolarmente Jace. Ma del resto si sa un ragazzo che esercita il fascino del bad boy e difficile che non mi faccia capitolare. Jace capelli biondo cenere, occhi d’orati viso quadrato e spigoloso corpo muscoloso e coperto di rune tatuate è il migliore Shadowhunter della sua età. Sempre stato duro e impenetrabile, ho trovato adorabile il modo in cui la sua corazza difensiva si scioglie davanti a Clary.
Mi sono piaciuti tutti gli altri personaggi; Alec, Isabel e Simon – nel primo romanzo ci vengono solo presentati, ma negli atri romanzi della serie si ha il modo di conoscerli meglio.
I dialoghi sono tutti molto brillanti e divertenti ricchi di battute e molto spesso mi hanno strappato un sorriso.

Le cose da sapere sul mondo degli Shadowhunter sono tantissime, essendo un mondo complesso  e ricco di regole da rispettare, e Cassie con questo romanzo inizia poco alla volta ad introdurci in questo mondo fantastico – ma c’è molto da imparare e in ogni romanzo della serie si scopre qualcosa di nuovo.
“Città di ossa” stata una piacevolissima lettura che mi ha tenuta letteralmente incatenata alle pagine. Intrigante e divertente allo stesso tempo, l’autrice dosa il giusto mix di azione e romanticismo – e fa di questo romanzo un libro completo che può soddisfare i gusti di tutti – sia dei lettori più romantici sia di quelli che non apprezzano troppo le scene amorose .

 Cassandra Clare mi ha fatto scoprire un mondo in cui non avrei mai pensato di immergermi e devo ringraziarla per questo perché grazie a lei ho scoperto di essere una patita di romanzi urban fantasy e paranormal romance.

Il mio voto:


Imperdibile

Livello Sensualità:


Baci









lunedì 22 settembre 2014

RESTA ANCHE DOMANI - GAYLE FORMAN


Titolo: Resta anche domani

Serie: If I stay #1


Autrice: Gayle Forman


Casa Editrice: Mondadori - Chrysalide


Anno di pubblicazione: prima versione 2009; ultima 2014


Pagine: 243


Trama: 


Non ti aspetteresti di sentire anche dopo. Eppure la musica continua a uscire dall'autoradio, attraverso le lamiere fumanti. E Mia continua a sentirla, mentre vede se stessa sul ciglio della strada e i genitori poco più in là, uccisi dall'impatto con il camion. Mia è in coma, ma la sua mente vede, soffre, ragiona e, soprattutto, ricorda. La passione per il violoncello e il sogno di diventare una grande musicista, l'ironia implacabile di Kim e la scazzottata che ha inaugurato la loro amicizia, l'amore di un ragazzo che sta per diven- tare una rockstar e la prima volta che, tra le sue mani, si è sentita vibrare come un delicato strumento. Ma ricorda anche quello che non troverà al suo risveglio: la tenerezza arruffata di suo padre, la grinta di sua madre, la vivacità del piccolo Teddy, l'emozione di vivere ogni giorno nella famiglia di un ex batterista punk e un'indomabile femminista. A tanta vita non si può rinunciare. Ma cosa rimane di lei, adesso, per cui valga la pena restare anche domani? 



Cosa Penso:


Buongiorno a tutti lettori,
sono qui per parlarvi  di  “Resta anche domani”   il primo romanzo della duologia “If I stay” di Gayle Foreman.  
Libro da cui è stato tratto un film che è sbarcato da pochissimo nei cinema italiani.
Devo essere sincera, ero molto scettica su se leggere o meno questo romanzo, questo inverno ho letto i due romanzi della duologia “Just one day” scritti dalla stessa autrice e mi hanno profondamente delusa, tanto delusa da abbandonare il secondo a metà lettura. Avevo paura di rimanere delusa anche da questo romanzo.
Ma per fortuna non è stato così, perché “Resta anche domani” è stata una piacevolissima scoperta.


Mia è la protagonista di questo romanzo, è una ragazza di diciassette anni con la passione per il violoncello e la musica classica. Vive in Oregon con la sua famiglia; sua madre una femminista convinta, suo padre ex batterista in un famoso gruppo rock, e poi c’è Teddy l’esuberante e adorabile fratellino. Altri elementi importanti nella vita di Mia, oltre i nonni e gli amici di famiglia dei genitori, sono Kim – la sua migliore amica – e Adam il suo adorabile e dolcissimo fidanzato chitarrista di una band punk – con il quale condivide l’amore per la musica.
Tutto sembra perfetto nella vita di Mia è serena, felice e spensierata, e un futuro alla Julliard l’aspetta. Ma tutto è destinato a cambiare nel peggiore dei modi.
Nevica, in Oregon, una leggera spruzzata ma tutto è paralizzato e le scuole sono chiuse, così Mia si ritrova a fare una gita in macchina con la famiglia. Quella che dovrebbe essere una giornata serena da passare in famiglia si trasforma in tragedia quando un furgone colpisce in pieno la macchina della famiglia di Mia.
I genitori e il fratellino muoiono quasi sul colpo, Mia è l’unica sopravvissuta. E’  in coma con ferite gravissime ma viva.

L’anima di Mia esce dal corpo e assiste come spettatore impotente a tutto quello che accade. Vede i medici prendersi cura di lei, vede le infermiere sussurrarle parole per convincerla a resistere, vede i nonni e gli zii al suo capezzale, e vede Kim e Adam che cercano di farle forza con parole di conforto.
Durante il periodo in cui Mia è in coma ricorda, e ci racconta la sua vita prima dell’incidente. Ci racconta della vita dei suoi genitori – genitori un po’ fuori dalle righe stravaganti ma adorabili, ci racconta di Teddy e del suo arrivo in famiglia, ci racconta come è nata da una scazzottata la sua amicizia con Kim, e come si è innamorata di Adam e dell’amore per la musica che li lega.

Mentre Mia ci prende per mano e ci descrive com’era la sua vita prima dell’incidente che ha colpito la sua famiglia deve fare una scelta, una scelta importantissima. Mia deve decidere se restare. Deve scegliere se ricongiungersi alla famiglia e smettere di lottare oppure tenere duro e vivere. Ma prendere questa decisione è estremamente difficile. Mia è combattuta se da un lato vorrebbe stare con i genitori e Teddy, dall’altro lato non vorrebbe mai far soffrire le persone che sono al suo capezzale, soprattutto Adam ne uscirebbe distrutto e lei non vuole farlo soffrire.
La scelta di Mia è difficile e straziante anche per il lettore che percepisce il dolore della protagonista sulla sua pelle.


 
Ho gli occhi chiusi, perciò lo sento arrivare ancora prima di vederlo. Avverto il suo respiro rapido e affannato, come se avesse appena corso una maratona. Poi mi arriva il suo odore, una fragranza muschiata che mi piacerebbe imbottigliare per usarla come profumo. Apro gli occhi. Adam ha chiuso i suoi. Dalle palpebre gonfie e arrossate intuisco il motivo della sua assenza. È scappato via per piangere senza farsi vedere?
Si accascia sulla sedia come un sacco. Si copre la faccia con le mani e fa una serie di respiri profondi. Poi, alza la testa.  «Ascoltami» dice, con la voce incrinata.
Apro gli occhi e cerco di tirarmi su il più possibile. Lo ascolto.
«Resta.» Quella sola parola basta a chiudergli la gola. Deglutisce per ricacciare indietro l'emozione e prosegue. «Non ci sono parole per descrivere quello che ti è successo. Non c'è un aspetto positivo. Ma un motivo per continuare a vivere si. E non parlo di me. È solo... non lo so, forse sto parlando a vanvera... Sono ancora sotto shock per quello che è successo ai tuoi genitori, a Teddy...» Nel pronunciare il nome di Teddy, la voce gli si spezza e una lacrima gli riga la guancia. In quel momento penso: Ti amo.
Lo sento inspirare a pieni polmoni per calmarsi. Riprende a parlare. «Penso solo che sarebbe un vero schifo se la tua vita finisse qui, così. So che la tua vita non potrà più essere come prima e non sono così stupido da pensare di poter rimediare in qualche modo. Nessuno può farlo. Ma non riesco ad accettare l'idea che tu non potrai invecchiare, avere dei figli, andare alla Juilliard, suonare il violoncello e trasmettere al pubblico lo stesso brivido che provo io ogni volta che ti vedo prendere in mano l'archetto, ogni volta che mi sorridi. Se resti, farò tutto quello che vorrai. Mollerò il gruppo, verrò a New York con te. Se non vorrai avermi intorno, me ne andrò. Liz dice che tornare alla tua vecchia vita potrebbe essere troppo doloroso per te e che forse preferirai ricominciare da capo e dimenticarci tutti. Sarebbe un brutto colpo, ma accetterei anche questo. Sono disposto a perderti così, se non ti perdo oggi. Ti lascerò andare. Se resti.»

“Resta anche domani”  è un romanzo triste e drammatico a tratti quasi straziante e ha toccato profondamente le corde del mio cuore facendomi emozionare e versare fiumi di lacrime. Gayle Foreman è stata bravissima nel dosare il giusto mix di parti malinconiche e tristi con parti allegre, leggere e spensierate. Ho provato emozioni contrastanti nel leggere questo romanzo; ho pianto per la drammaticità degli eventi e sorriso mentre Mia ci racconta la storia della sua famiglia, di Adam e della sua migliore amica. 

È un romanzo  senza dubbio triste ma è scritto in modo semplice e capace di colpire il lettore dritto al cuore. E’ un romanzo che si legge in pochissime ore, ma ore cariche di emozioni vere e forti.  

Non so ancora se andrò a vedere il film - rimango sempre delusa dai film tratti da libri che mi sono piaciuti... ma se volete farmi sapere cosa ne pensate lasciate qualche commento qui sotto, consigliatemi se ne vale la pena.  

“Resta anche domani” è stato pubblicato per la prima volta nel 2009 ma purtroppo non è mai stato tradotto il seguito, ora diventerà un film che uscirà nelle sale a settembre e Mondadori lo ha ripubblicato con una nuova copertina e a febbraio ci darà la possibilità di leggere anche il seguito. Il titolo originale del seguito è “Where she went” e in questo romanzo la voce narrante non è più Mia ma Adam. Personalmente sono curiosissima di leggerlo, anche se devo ammettere che ho un po’ paura data la recente delusione della duologia “Just one day” ho paura che possa rovinare le sensazioni che ho provato leggendo questo primo romanzo.

Trailer del film:


Il mio voto:

Bello, bello, consigliato

Livello sensualità: 
nullo